Il prezzo spot dell'oro scambia a 4.127,87 dollari l'oncia alle 13:20 ora del Vietnam del 6 ottobre, in calo dello 0,3%, ma nella stessa giornata il metallo era arrivato a 4.151,89 dollari con un rialzo dello 0,3% alle 04:52 ET. Non è il livello a fare notizia, è l'ampiezza dell'oscillazione: il dollaro USA continua a rafforzarsi e i rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni restano sui livelli più alti degli ultimi 24 anni, il che rende meno attraente un asset che non paga cedole. La sessione del 6 ottobre racconta un mercato senza direzione, compresso tra il sostegno della domanda strutturale e la zavorra dei tassi reali.
La sessione: calo in Asia, rimbalzo in Europa
Nella stessa giornata il metallo ha viaggiato in direzioni opposte a seconda del momento di rilevazione. Alle 07:15 del 6 ottobre il prezzo spot era sceso a 4.137,09 dollari l'oncia, con i futures sull'oro con scadenza a dicembre in rialzo di 7,12 dollari a 4.163,92 dollari. Poco prima, la mattina sui mercati europei, il metallo con consegna immediata veniva scambiato a 4.120,65 dollari, in flessione dello 0,46%, mentre il Comex con consegna a dicembre perdeva lo 0,19% a 4.148,90 dollari. Nella seduta asiatica delle 13:20 ora del Vietnam il calo era dello 0,3% a 4.127,87 dollari, con i future statunitensi quasi fermi a 4.155,30 dollari.
Sono quattro fotografie dello stesso giorno, non quattro versioni in conflitto: il prezzo dell'oro si muove di ora in ora e ogni rilevazione cade in un momento diverso. Il dato che resta è il divario tra spot e futures: nell'istantanea delle 13:20 del Vietnam, il contratto future statunitense scambia 27,43 dollari sopra il prezzo spot (4.155,30 meno 4.127,87). Nella seduta precedente, lunedì 5 ottobre, lo spot aveva chiuso a 4.139,89 dollari con un calo dello 0,1%, mentre i futures dicembre perdevano lo stesso 0,1% a 4.156,80 dollari.
Dollaro e rendimenti: il meccanismo che zavorra le quotazioni
Il rafforzamento del dollaro rende le materie prime quotate in valuta americana più costose per chi detiene altre divise. È il canale attraverso cui la forza del biglietto verde si trasmette ai prezzi dell'oro, e il 6 ottobre questo effetto è stato amplificato dai rendimenti obbligazionari.
Fawad Razaqzada, analista di mercato di Forex.com, si aspetta che "i prezzi dell'oro potrebbero scendere nel breve termine prima di un significativo ritorno agli acquisti, principalmente a causa del rafforzamento del dollaro statunitense e dei rendimenti obbligazionari persistentemente elevati". La sua lettura poggia su un dato preciso: il rendimento del Treasury decennale resta vicino ai massimi degli ultimi vent'anni.
Il meccanismo è lineare. Quando i rendimenti reali dei titoli di Stato salgono più rapidamente delle aspettative di inflazione, un metallo che non genera interessi diventa relativamente meno conveniente.
Le scommesse sui tassi Fed: ottobre al 22%, dicembre all'84%
Il mercato ha ridimensionato le aspettative su un rialzo dei tassi già nella riunione di ottobre. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, la probabilità di un aumento a dicembre si attesta all'84%; il VietnamPlus riporta la stessa misura all'87%. La differenza tra le due testate riflette aggiornamenti successivi dello strumento, non un'interpretazione divergente. Su ottobre la lettura è più netta: la probabilità scende al 22%, contro il 70% circa di una settimana prima. Gli analisti di ANZ, ripresi da Yahoo Finance, indicano una probabilità del 20%, in linea con la stessa traiettoria.
Il nodo temporale è chiaro: un aumento dei tassi incrementa il costo opportunità di detenere oro, e la riunione di dicembre è il vero appuntamento. Questa settimana saranno pubblicati i verbali della riunione di settembre della Fed, quando la banca centrale ha aumentato i tassi per la prima volta in tre anni.
Il resto del paniere: argento e platino in calo
L'argento spot è sceso dello 0,7% a 60,64 dollari l'oncia, e il platino ha perso lo stesso 0,7% attestandosi a 1.709,75 dollari l'oncia. Il calo dei due metalli conferma che la pressione riguarda l'intero comparto dei preziosi e non è specifica dell'oro.
Sul fronte energetico, i futures sul Brent sono scesi a 99,50 dollari al barile. Le esportazioni di petrolio dal Golfo hanno superato per 14 giorni durante settembre i livelli precedenti all'inizio della guerra con l'Iran, secondo i dati sul trasporto marittimo di Kpler: la media mobile a sette giorni si attestava a 18,3 milioni di barili al giorno il 30 settembre. Un greggio sotto i 100 dollari riduce una delle fonti di pressione inflazionistica, ma l'effetto sulla politica monetaria dipenderà dal quadro economico complessivo.
Quanto è lontano il prezzo dalla media 2026
Il raffronto con i valori medi dell'anno mette in prospettiva il calo della sessione. La media del prezzo dell'oro dal 1° gennaio al 18 settembre 2026 si è attestata a 4.555 dollari l'oncia, contro i 3.442 dollari della media del 2025: un incremento di 1.113 dollari, pari a oltre il 32%. Prendendo il prezzo spot delle 13:20 del 6 ottobre, i 4.127,87 dollari, il metallo scambia circa il 9,4% sotto la media 2026 (4.555 meno 4.127,87, diviso 4.555). Rispetto alla media 2025 il guadagno resta del 19,9% (4.127,87 diviso 3.442). Il calo di giornata non scalfisce la corsa dell'anno, ma dice quanto il prezzo possa oscillare attorno ai livelli medi.
Charlotte Peuron, Portfolio Manager Thematic Equities di Crédit Mutuel Asset Management, sostiene che "i fondamentali del metallo restano comunque solidi nel lungo periodo, nonostante la possibilità di nuove fasi di instabilità nel breve termine". Peuron collega la tenuta della domanda all'erosione del valore del dollaro e all'accumulo del debito pubblico, che per gli Stati Uniti ha ormai raggiunto i 40.000 miliardi di dollari.
Sul fronte delle riserve ufficiali, l'Italia è il quarto Paese al mondo per oro detenuto con circa 2.450 tonnellate, come ricordato da Sergio Nicoletti Altimari, Vice Direttore Generale di Banca d'Italia, alla Global Precious Metals Conference di Sorrento del 5 ottobre. La scelta di conservare l'oro come componente strategica del bilancio risale a un periodo in cui il metallo era considerato soprattutto un'attività priva di rendimento.
Per chi segue le quotazioni, il vero indicatore non è il livello di chiusura di una singola seduta, ma la tenuta della domanda asiatica mentre i rendimenti reali salgono: secondo Wei Yan, gestore di portafoglio macro presso Dymon Asia, gli investitori cinesi continuano ad acquistare oro anche quando i prezzi scendono.
Fonti
- Vietnam.vn
- Finance.yahoo.com
- Prezzo dell'oro in calo, spot scambiato a 4.120 dollari
- Finanzaonline.com
- Vietnam.vn

