L'oro spot ha chiuso la settimana del 7-13 settembre 2026 a 4.347-4.348 dollari l'oncia, in ribasso dell'1,8% dall'apertura a 4.422 dollari. Nelle cinque sessioni il metallo ha toccato un massimo di 4.442,98 dollari martedì 8 settembre e un minimo di 4.292,11 dollari venerdì, prima di un rimbalzo che non è bastato a riconquistare quota 4.400. Tutto ora ruota attorno alla riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre, con i futures che prezzano una probabilità vicina al 90% di un rialzo dei tassi.
I cinque numeri della settimana dell'oro
La settimana si è aperta domenica sera a 4.422,50 dollari l'oncia, in continuità con la ripresa del fine settimana precedente. Martedì il prezzo è salito fino a 4.442,98 dollari. Poi il rafforzamento del dollaro statunitense e l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA hanno invertito la rotta. Mercoledì e giovedì la pressione di vendita ha spinto le quotazioni sotto i 4.350 dollari, con il minimo a 4.292,11 dollari venerdì. Il recupero finale ha lasciato il prezzo a 4.347 dollari, in calo dell'1,8% rispetto all'apertura settimanale.
| Riferimento | Livello (USD/oncia) |
|---|---|
| Apertura settimana | 4.422,50 |
| Massimo (martedì 8 settembre) | 4.442,98 |
| Minimo (venerdì 11 settembre) | 4.292,11 |
| Chiusura | 4.347 |
| Variazione settimanale | -1,8% |
Tra il massimo di martedì e il minimo di venerdì la distanza è di 150,87 dollari, pari a circa il 3,4% del massimo: un'oscillazione di ampiezza quasi doppia rispetto al saldo settimanale finale. Il rimbalzo di venerdì, alimentato dagli acquisti sui ribassi nella parte bassa del range, ha ridotto la perdita ma non l'ha annullata.
Sul mercato interno vietnamita, i lingotti SJC hanno chiuso la settimana a 143-146 milioni di VND, con una contrazione di 1,6 milioni rispetto alla rilevazione precedente. Il prezzo mondiale dell'oro equivalente è stato indicato a 137 milioni di VND per tael, con un premio interno di 9 milioni.
Il sondaggio Kitco: 64% degli esperti vede un rialzo
L'ultima indagine settimanale di Kitco News segnala un ritorno all'ottimismo tra gli analisti professionali. Su 14 esperti di Wall Street, 9 (64%) prevedono un rialzo del prezzo dell'oro nella prossima settimana, 2 (14%) un calo e 3 (21%) una fase laterale. Tra i 218 investitori individuali, 115 (53%) si aspettano un aumento, 52 (24%) una diminuzione e 51 (23%) stabilità.
| Categoria | Rialzo | Calo | Stabile |
|---|---|---|---|
| Esperti Wall Street (14) | 64% | 14% | 21% |
| Investitori retail (218) | 53% | 24% | 23% |
Il sondaggio registra un divario di 11 punti percentuali tra professionisti e retail sulla direzione rialzista: gli analisti hanno ricostruito fiducia dopo il rimbalzo di venerdì, mentre gli investitori individuali restano più prudenti dopo tre settimane consecutive di ribassi.
Futures ed economisti non concordano sulle probabilità di rialzo
Qui si concentra la divergenza più netta tra le fonti. I mercati futures assegnano una probabilità di circa il 90% a un rialzo dei tassi Fed, in salita dal 70% circa registrato prima della pubblicazione del CPI di agosto (+3,4%). Gli economisti intervistati da Bloomberg tra il 4 e il 9 settembre sono molto più cauti: solo 13 su 48, il 27,1%, prevedono un rialzo. Tra i due numeri ci sono oltre 60 punti percentuali di distanza. Bob Haberkorn, broker senior di materie prime presso StoneX Group, ritiene improbabile che i tassi aumentino in modo più marcato, considerando il livello del debito e le conseguenze economiche di tassi più alti.
Il tasso di riferimento della Fed è attualmente compreso tra il 3,50% e il 3,75%. Prima della decisione, il calendario macro prevede le vendite al dettaglio di agosto mercoledì, la decisione della Banca d'Inghilterra giovedì e quella della Banca del Giappone in chiusura di settimana.
Le previsioni su oro, argento e target tecnici
Jesse Colombo, analista indipendente e fondatore di BubbleBubble Report, indica i 5.000 dollari l'oncia come obiettivo nei prossimi mesi, condizionato al superamento stabile di 4.400 dollari con liquidità elevata su futures, ETF e azioni minerarie. Marc Chandler, CEO di Bannockburn Global Forex, colloca la fascia tecnica ragionevole tra 4.460 e 4.510 dollari e osserva che, "se la Fed non alza i tassi di interesse, i prezzi dell'oro potrebbero salire". UOB Bank di Singapore stima 4.500 dollari nel Q4 2026, 4.800 nel Q1 2027, 5.100 nel Q2 e 5.400 nel Q3 2027: una progressione del 20% tra il primo e l'ultimo target.
L'argento ha chiuso la settimana a 64,37 dollari l'oncia. Tran Duy Phuong indica un possibile massimo di 4.567 dollari per l'oro dopo la riunione Fed, mentre Darin Newsom di Barchart.com segnala che il contratto future con scadenza dicembre si muove tra il minimo di 4.396,40 dollari del 1° settembre e il massimo di 4.539,90 del 3 settembre.
Cosa cambia per chi segue le quotazioni
Con la chiusura a 4.347 dollari, il target di 5.000 dollari indicato da Colombo implica un rialzo del 15,0% dal livello attuale (5.000 meno 4.347, diviso 4.347). Il primo obiettivo di Chandler, 4.500 dollari, vale invece un 3,5%. La distanza tra i due scenari misura quanto pesa la Fed nella costruzione dei prezzi: uno richiede mesi, l'altro basta a una singola sessione.
Il dato operativo della settimana è il rifiuto di quota 4.400. Il mercato ci ha provato martedì e di nuovo venerdì, senza riuscirci. Il livello di 4.292,11 ha invece funzionato da pavimento, con acquisti ricorrenti intorno ai 4.300. Per chi osserva il mercato, il range 4.292-4.443 è la mappa della prossima settimana: la decisione della Fed dirà quale estremo cederà per primo. Se il rialzo dei tassi è già prezzato al 90%, un'eventuale pausa — su cui gli economisti Bloomberg sono più numerosi dei futures — sposterebbe l'ago verso l'alto del range.

