Il Gold spot si ferma a 4.139,80 dollari l'oncia, con una flessione dello 0,03%, mentre il contratto Comex con consegna a dicembre resta invariato a 4.162,30 dollari. Fra le due quotazioni corrono 22,50 dollari, lo 0,54% del prezzo spot. È il ritratto di un mercato che non ritrova la direzione dopo aver chiuso la scorsa settimana con un ribasso superiore al 3%: il metallo non è riuscito a difendere la soglia dei 4.200 dollari, e i deboli dati sull'occupazione statunitense di settembre — che hanno ridotto le attese di un rialzo dei tassi Fed — non sono bastati a far ripartire i prezzi.
Prezzi globali: lateralità su una fascia di 3 dollari
Le quotazioni internazionali restano compresse in un intervallo ridottissimo durante la giornata del 5 ottobre. Nella mattinata italiana il Gold spot vale 4.139,80 dollari l'oncia, in flessione dello 0,03%, e il Comex dicembre resta fermo a 4.162,30 dollari. Le rilevazioni successive, sul mercato asiatico, indicano l'oro mondiale a 4.140,8 dollari e i future dicembre in rialzo dello 0,22% a 4.171,6 dollari. Alle 13:00 ora del Vietnam il metallo si aggirava intorno ai 4.137,7 dollari.
Le tre letture — 4.137,7, 4.139,80 e 4.140,8 dollari — sono fotografie di momenti diversi della stessa sessione, non versioni in conflitto: nell'arco della giornata l'oro si è mosso entro una fascia di poco più di 3 dollari. Il riferimento resta la chiusura di settimana scorsa a 4.137 dollari l'oncia.
Il mercato interno resta fermo, anelli in calo di 700.000 dong
Sul mercato vietnamita i listini non si muovono. I lingotti di SJC, DOJI, PNJ e Bao Tin Manh Hai sono acquistati a 140,5 milioni di VND/oncia e venduti a 143,5 milioni, stabili su entrambi i lati rispetto alla chiusura precedente. Phu Quy quota i lingotti a 140,3-143,5 milioni. Ecco il quadro dei principali marchi:
| Marchio | Acquisto (mln VND/oncia) | Vendita (mln VND/oncia) |
|---|---|---|
| Lingotti SJC, DOJI, PNJ, Bao Tin Manh Hai | 140,5 | 143,5 |
| Lingotti Phu Quy | 140,3 | 143,5 |
| Anelli SJC | 140,0 | 143,0 |
| Anelli DOJI | 139,5 | 143,5 |
| Anelli Phu Quy | 139,3 | 143,3 |
| Anelli rotondi Bao Tin Manh Hai | 138,3 | — |
L'unica variazione della giornata riguarda proprio Bao Tin Manh Hai, che ha tagliato di 700.000 VND/oncia il prezzo di acquisto degli anelli rotondi. Gli anelli SJC, DOJI, PNJ e Phu Quy restano invece invariati.
Analisti divisi: ribasso di breve o rimbalzo verso 4.400 dollari
Questa settimana non sono attesi dati economici di rilievo. Il mercato guarda agli indicatori del settore dei servizi, alla fiducia dei consumatori e ai verbali della riunione FOMC di settembre, in cui la Fed ha votato all'unanimità per un aumento dei tassi. Le posizioni degli analisti restano distanti.
Adrian Day, presidente di Adrian Day Asset Management, prevede che i prezzi possano scendere nel breve periodo, ma ritiene improbabile che la tendenza al ribasso duri a lungo se i rendimenti e il dollaro si indeboliranno e la Fed sospenderà gli aumenti. Rich Checkan, presidente e CEO di Asset Strategies International, propende per uno scenario rialzista, sostenuto dai deboli dati sull'occupazione e dalla probabilità che la Fed non tocchi i tassi a ottobre. Sean Lusk, co-direttore del settore copertura commerciale di Walsh Trading, osserva che l'oro fatica a mantenere lo slancio nonostante i fattori favorevoli, ma non esclude un ritorno nella fascia 4.400-4.500 dollari l'oncia se la ripresa dovesse rafforzarsi.
Analisi: il divario tra spot e futuri dice più della lateralità
Lo scarto tra il contratto di dicembre e il prezzo spot è il dato più informativo della sessione. Con il Comex a 4.162,30 dollari e lo spot a 4.139,80 nella prima rilevazione, la differenza è di 22,50 dollari: il mercato paga lo 0,54% in più per una consegna a dicembre rispetto all'immediato. Anche il movimento dei future racconta una storia coerente: il contratto di dicembre, invariato a 4.162,30 dollari nella rilevazione mattutina, risultava poi a 4.171,6 dollari nelle quotazioni successive, con un rialzo di 9,3 dollari — lo stesso 0,22% indicato dai listini. Nessuno dei due lati del mercato, però, riesce a sfondare i 4.200 dollari. Per il mercato interno l'implicazione è diretta: con i listini globali ancorati in una fascia di 3 dollari, i prezzi vietnamiti non hanno materiale per muoversi, e l'unico aggiustamento della giornata arriva da un singolo marchio sugli anelli.
