Prezzo dell’oro in calo a 4.129 dollari: argento e platino in rosso

Il prezzo spot dell'oro scende a 4.129,30 dollari l'oncia con una flessione dello 0,84% nella mattinata del 7 ottobre 2026. Il rosso non risparmia il resto del comparto: l'argento cede l'1,12% a 60,90 dollari l'oncia, il platino lo 0,92% a 1.693 dollari. La contrazione arriva in una giornata senza incertezze geopolitiche immediate e con i mercati azionari in forza, lo scenario che comprime la domanda di beni rifugio.

Le rilevazioni della mattinata coprono una forbice di 25,70 dollari

Le quotazioni internazionali rilevate il 7 ottobre si distribuiscono su una fascia ristretta ma non allineata: dai 4.129,30 dollari dello spot immediato ai 4.155 dollari segnalati a inizio giornata, fino ai 4.161,50 dollari del contratto con consegna a dicembre sul Comex. Sono snapshot di momenti diversi e con basi di confronto diverse, non versioni alternative dello stesso dato.

L'oro con consegna immediata passa di mano a 4.129,30 dollari, in flessione dello 0,84%; il contratto Comex con scadenza dicembre quota 4.161,50 dollari, in riduzione dello 0,61%. Altre rilevazioni si collocano più in alto: 4.155 dollari con un calo dello 0,75%, e la fascia 4.143-4.145 dollari indicata dai dati Kitco. La rilevazione riportata dal mercato vietnamita fissa il riferimento a 4.144 dollari, in aumento di 14 dollari rispetto alla sessione precedente. Tra il massimo e il minimo delle letture la distanza è di 25,70 dollari, circa lo 0,62% del livello più alto (25,70 diviso 4.155).

Argento e platino amplificano il calo

Argento e platino perdono più dell'oro nella stessa rilevazione: l'argento lascia sul terreno l'1,12%, il platino lo 0,92%, mentre il metallo giallo arretra dello 0,75% a 4.155 dollari.

MetalloPrezzo (USD/oncia)Variazione
Oro spot (consegna immediata)4.129,30-0,84%
Oro Comex dicembre4.161,50-0,61%
Oro (rilevazione di inizio giornata)4.155-0,75%
Argento60,90-1,12%
Platino1.693-0,92%

Il rapporto tra oro e argento calcolato sui due prezzi della stessa rilevazione — 4.155 diviso 60,90 — si attesta su 68,2: servono poco più di 68 once d'argento per acquistare una oncia d'oro.

Prezzo dell'oro in calo il 7 ottobre
Lingotto d'argento e monete su superficie blu. Foto di merwak. raw su Pexels

In trenta giorni l'oro ha perso 286 dollari

Il calo non è solo di giornata. Rispetto a trenta giorni prima il metallo prezioso ha ceduto circa 286 dollari l'oncia, pari al 6,4%. Il conto a ritroso colloca il livello di riferimento di inizio settembre intorno ai 4.469 dollari: si ottiene dividendo i 286 dollari di calo per il 6,4% di flessione (286 diviso 0,064), che restituisce circa 4.468,75 dollari.

Il rimbalzo dei rendimenti obbligazionari, seguito al piano statunitense di rilascio di petrolio dalle riserve strategiche, resta il fattore indicato dagli analisti come freno principale: secondo le valutazioni riportate dal mercato asiatico, senza una discesa dei rendimenti l'oro faticherà a riprendere slancio.

Sul mercato vietnamita il premio SJC resta al 9,7%

I lingotti SJC restano fermi a 140,5-143,5 milioni di VND per oncia per la terza sessione consecutiva. L'equivalente del prezzo mondiale, convertito al cambio di Vietcombank, vale circa 130,8 milioni di VND per tael: il premio dei lingotti nazionali è quindi di 12,7 milioni di VND, che sul riferimento di 130,8 milioni equivale al 9,7%. Gli anelli d'oro di Phu Quy restano a 140-143 milioni, mentre Bao Tin Minh Chau sale a 139,3-143,3 milioni, con un rialzo di 200.000 VND per oncia.

Sul fronte valutario la Banca di Stato del Vietnam ha fissato il cambio centrale a 25.638 VND/USD, in calo di 7 VND. Vietcombank e BIDV quotano 25.770-26.180 e 25.800-26.180 VND/USD, entrambe in calo di 10 VND; VietinBank scende di 17 VND a 25.731-26.176, Eximbank cede 10 VND a 25.790-26.170.

Il confronto con il livello riportato il 6 ottobre

Nella seduta del 6 ottobre 2026 lo spot era scambiato a 4.120,65 dollari con una flessione dello 0,46%, come avevamo riportato. La quotazione di questa mattina è più alta di 8,65 dollari, ovvero dello 0,21% calcolato sul livello di ieri (8,65 diviso 4.120,65). Il segno negativo della variazione di seduta e il livello superiore allo snapshot precedente convivono perché la flessione dello 0,84% si misura su una base di riferimento diversa dalla rilevazione di ieri.

Il dato davvero operativo della giornata è quindi la distanza tra le rilevazioni, non la singola percentuale: quando l'oro si muove all'interno di una forbice di 25,70 dollari in poche ore, il livello di chiusura pesa meno del momento in cui il prezzo viene letto.

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