Il lingotto SJC ha aperto la settimana in territorio negativo, poi ha invertito rotta: alle 10:39 del 14 settembre 2026 il prezzo è risalito a 143,2-146,2 milioni di VND per oncia, 200.000 VND in più rispetto all'aggiornamento precedente. Il recupero è tutto interno al mercato vietnamita: sullo schermo globale l'oro spot scivola a 4.331,8 dollari l'oncia (-0,37%) e il mercato prezza una probabilità quasi del 90% di un rialzo dei tassi Fed questa settimana. Il risultato è un premio SJC sul prezzo mondiale convertito di 9,8 milioni di VND per tael, contro i 136,4 milioni calcolati al cambio Vietcombank.
Il rimbalzo di metà mattina riporta SJC a 143,2-146,2 milioni
Alle 10:39 del 14 settembre il prezzo dei lingotti SJC era quotato tra 143,2 e 146,2 milioni di VND per oncia, con un aumento di 200.000 VND sia in acquisto sia in vendita rispetto all'aggiornamento precedente. Sette ore prima la direzione era opposta: alle 09:22 la maggior parte delle case di trading aveva tagliato i listini di 300.000 VND, portando SJC a 142,7 milioni in acquisto e 145,7 in vendita. Rispetto alla chiusura di venerdì 12 settembre, quando il lingotto valeva tra 143 e 146 milioni, il saldo di giornata resta positivo per 200.000 VND.
La fotografia delle 09:22 mostra quanto fosse ampia la prima ondata ribassista:
| Marchio | Acquisto (VND/oncia) | Vendita (VND/oncia) | Variazione |
|---|---|---|---|
| SJC | 142.700.000 | 145.700.000 | -300.000 |
| DOJI (Hanoi e HCMC) | 142.700.000 | 145.700.000 | -300.000 |
| Phu Quy SJC | 142.700.000 | 145.700.000 | -300.000 |
| PNJ (HCMC e Hanoi) | 142.700.000 | 145.700.000 | -300.000 |
| BTMC SJC | 142.700.000 | 145.700.000 | -200.000 / -300.000 |
| BTMH | 143.000.000 | 147.000.000 | +100.000 |
| BTMC VRTL | 143.000.000 | 147.000.000 | +100.000 |
BTMH vende a 147 milioni, 1,3 milioni sopra il listino SJC
La mattinata non è stata uniforme nemmeno tra i marchi. Mentre SJC, DOJI, Phu Quy e PNJ allineavano le vendite a 145,7 milioni, Bao Tin Minh Chau e BTMC VRTL hanno mosso in direzione contraria, ritoccando i prezzi di 100.000 VND fino a 143,0-147,0 milioni. Tra il prezzo di vendita più alto del listino (147,0 milioni di BTMH) e il più basso (145,7 milioni di SJC, DOJI, Phu Quy e PNJ) corrono 1,3 milioni di VND per oncia: chi compra BTMH paga lo 0,89% in più rispetto al banco che applica il listino SJC. Ancarat si colloca in mezzo, con una forbice di 142,6-146,1 milioni.
Il comparto degli anelli segue la stessa logica, ma con oscillazioni più marcate. Gli anelli d'oro SJC da 1 a 5 tael scendono di 300.000 VND a 142,2-145,2 milioni. Phu Quy taglia di 300.000 VND in acquisto e di 400.000 in vendita, portandosi a 142,7-146,0 milioni. Gli anelli in oro puro 9999 di Bao Tin Manh Hai arretrano di 200.000 VND a 142,7-146,7 milioni, mentre i semplici di Bao Tin Minh Chau salgono di 100.000 a 143,0-147,0 milioni.
Lo spread resta a 3 milioni e il premio al fixing mondiale a 9,8 milioni
Il costo implicito di ogni operazione sul lingotto SJC non si è mosso con il rimbalzo. Alle 10:39 la distanza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto è di 3,0 milioni di VND per oncia (146,2 meno 143,2), pari al 2,09% del prezzo di acquisto. Alle 09:22 la forbice era identica in valore assoluto — 145,7 meno 142,7 — ma valeva il 2,10% di un prezzo di partenza più basso. Le case di trading hanno mantenuto il differenziale nella fascia tra 3 e 4 milioni di VND per oncia per l'intera mattinata.
Sul fronte del confronto internazionale, il divario tra il listino interno e il fixing globale convertito resta la variabile più pesante. Con l'oro mondiale intorno ai 4.336 dollari l'oncia alle 10:20 e il cambio Vietcombank a 25.700-26.110 VND/USD, il metallo valeva circa 136,4 milioni di VND per tael. La quotazione di vendita SJC a 146,2 milioni incorpora quindi 9,8 milioni di VND per tael di premio, pari al 7,19% del valore convertito. La Banca di Stato del Vietnam ha fissato il cambio centrale a 25.607 VND/USD, in rialzo di 11 VND.
L'oro mondiale ripiega dello 0,37% con la Fed all'87-90%
Il quadro internazionale spinge nella direzione opposta al rimbalzo interno. Il prezzo spot dell'oro si attestava a 4.331,8 dollari l'oncia, in calo dello 0,37%, mentre i future con scadenza a dicembre scendevano dello 0,7% a 4.378,5 dollari. Nella settimana precedente i metalli preziosi avevano perso l'1,7%, ma il livello di 4.300 dollari l'oncia ha tenuto come supporto. La settimana era partita a 4.422 dollari, con un picco a 4.442 dollari martedì, prima dell'inversione.
A pesare sono le aspettative sui tassi. Lo strumento FedWatch del CME assegna una probabilità dell'87% a un rialzo nella riunione di questa settimana, in netto aumento dal 67% precedente alla pubblicazione dei dati sull'inflazione statunitense. Il CPI complessivo di agosto è cresciuto del 3,4% su base annua, invariato rispetto a luglio, mentre il CPI core si è fermato al 2,4% annuo con un +0,3% mensile. Il rialzo dei prezzi energetici alimenta i timori inflazionistici e rafforza l'ipotesi di una stretta monetaria.
Il sondaggio settimanale di Kitco News rileva una spaccatura tra le categorie. Tra i 14 analisti di Wall Street interpellati, il 64% prevede un aumento dei prezzi dell'oro questa settimana, il 14% un ulteriore calo e il 22% stabilità. Tra i 115 investitori al dettaglio, gli ottimisti scendono al 53%, con il 24% orientato al ribasso e il 23% alla parità.
Il rimbalzo interno ha un margine stretto
La distanza tra il mercato vietnamita e quello globale si misura su un numero solo: il premio di 9,8 milioni di VND per tael. Se il fixing mondiale resta ancorato ai 4.300 dollari e la Fed conferma la stretta, la spinta a comprimere quel divario arriverà dal lato interno, non da quello internazionale. Per chi opera sul lingotto, la variabile da osservare non è il rimbalzo di 200.000 VND, ma la tenuta dello spread di 3 milioni — il 2,09% che si paga a ogni rotazione di portafoglio.
Fonti
- 146,2 milioni di VND/oncia, in leggero aumento
- 146,2 milioni di VND/oncia
- Vietnam.vn
- Vietnam.vn
- Vietnam.vn
- Vietnam.vn
