Il prezzo spot dell'oro è salito dello 0,53%, pari a 23,15 dollari l'oncia, nelle ultime 24 ore, portandosi a 4.417,03 dollari nella mattinata del 10 settembre 2026, con i future statunitensi con scadenza a dicembre a 4.458,80 dollari (+0,5%). Il motore è il dollaro USA, sceso vicino ai minimi delle ultime due settimane. La seduta, però, non è stata lineare: nella serata del 10 settembre il prezzo era già tornato a 4.373 dollari, in calo di circa 29 dollari (-0,66%). Un rialzo reale, ma dipendente da due variabili: il cambio e i dati sull'inflazione americana in arrivo.
I numeri della seduta: dal balzo sopra 4.400 al dietrofront serale
Le rilevazioni del 10 settembre 2026 mostrano un'oscillazione ampia: rialzi in mattinata sopra i 4.400 dollari, poi un ripiegamento fino a 4.373 dollari in serata. Tra il minimo serale e il massimo intraday di 4.425 dollari la forbice è di 52 dollari, pari a circa l'1,19% calcolato sul livello più basso.
| Ora di rilevazione | Oro spot | Variazione | Testata |
|---|---|---|---|
| 4:30 (ora del Vietnam) | 4.403 USD/oz | +0,2% | Báo Công thương |
| Mattina (ora del Vietnam) | 4.417,03 USD/oz | +0,53% / +23,15 USD | Báo Tiền Phong |
| 06:59 GMT | 4.423,81 USD/oz | +0,5% | Reuters |
| 16:18 ora italiana | 4.416,92 USD/oz | +1,4% | Investing.com |
| Massimo intraday | 4.425 USD/oz | — | SKĐS |
| 19:36 (ora del Vietnam) | 4.373 USD/oz | -0,66% / -29 USD | VietNamNet |
Le differenze tra le quotazioni non sono contraddizioni, ma istantanee scattate in momenti diversi di una giornata molto mossa. Per misurare la dispersione, si può prendere il riferimento Reuters delle 06:59 GMT (4.423,81) e quello Investing.com delle 16:18 ora italiana (4.416,92): il divario è di 6,89 dollari, pari a circa lo 0,16% del livello Reuters (6,89/4.423,81). Non è un movimento di prezzo, ma l'effetto del fuso orario e della velocità della seduta. Sul fronte dei future, il contratto di dicembre sul Comex ha tenuto meglio del fisico: 4.458,80 dollari (Báo Tiền Phong), 4.467,90 dollari alle 06:59 GMT (Reuters) e 4.461,90 dollari nel pomeriggio europeo (Investing.com). Prendendo lo snapshot Reuters, il premio dei future sul prezzo spot è di 44,09 dollari l'oncia. Se si usano gli abbinamenti delle altre due fonti, il premio cambia: 4.458,80 – 4.417,03 = 41,77 dollari con Báo Tiền Phong, e 4.461,90 – 4.416,92 = 44,98 dollari con Investing.com. La forchetta 41,77-44,98 dollari mostra che il premio non è un dato unico, ma dipende dall'ora e dalla coppia spot/future scelta.
Dollaro ai minimi da due settimane: il meccanismo dietro il rialzo
Un dollaro più debole rende l'oro, quotato in dollari, meno costoso per chi acquista con altre valute. È il canale principale del rialzo del 10 settembre 2026, quando la divisa americana si è mossa vicino ai minimi delle ultime due settimane.
Edward Meir, analista di Marex Group, ha spiegato che "il metallo prezioso sta invece traendo vantaggio dalla debolezza del dollaro che, significativamente, non sta salendo nonostante il rialzo dei tassi statunitensi". David Meger, direttore del trading di metalli presso High Ridge Futures, ha parlato di "un certo sostegno a causa delle recenti pressioni sul dollaro statunitense".
Le misure del dollaro non sono però del tutto allineate. Investing.com riportava il Dollar Index "sostanzialmente invariato a 98,77", mentre VietNamNet indicava l'indice DXY in calo dello 0,2% a 98,6 punti. La discrepanza dipende dal momento di rilevazione. Investing.com attribuisce il rafforzamento dello yen giapponese nell'ultima settimana come fattore principale della relativa debolezza del biglietto verde. Un calcolo elementare aiuta a leggere la divergenza: 98,77 – 98,6 = 0,17 punti. Rapportati a 98,6, sono circa lo 0,17% (0,17/98,6). Non si tratta quindi di due direzioni opposte, ma di due istantanee collocate a distanza ravvicinata: una dice che il dollaro è quasi fermo, l'altra che è in leggero calo. Per l'oro, il segnale comune è che il biglietto verde non offre quella spinta che storicamente amplifica i ribassi del metallo. Il collegamento con il balzo dell'oro è quindi indiretto ma coerente: se il DXY di VietNamNet è a 98,6 e l'oro spot Reuters è a 4.423,81, la debolezza della divisa non è estrema, ma sufficiente a sostenere la domanda; se il Dollar Index di Investing.com è a 98,77, lo stesso oro a 4.416,92 sta già prezzando un rallentamento del dollaro. È la combinazione tra cambio e attesa sui tassi, non il solo DXY, a spiegare la volatilità.
Fed e inflazione: il mercato prezza il rialzo, gli economisti la pausa
Il mercato e gli economisti non concordano sulle prossime mosse della Federal Reserve. Il CME FedWatch prezza una probabilità del 60% di un aumento dei tassi alla riunione del 15-16 settembre 2026, mentre il sondaggio Reuters tra gli economisti indica che la Fed manterrà i tassi invariati quest'anno. È una divergenza che spiega gran parte della volatilità dell'oro.
Il balzo delle aspettative sui tassi è rapido: un mese prima la probabilità era al 45% (Báo Công thương), una settimana prima al 40% (Investing.com). Dal 40% al 60% c'è un aumento di 20 punti percentuali, un balzo del 50% in termini relativi (20/40). Tassi più alti rendono meno interessanti gli asset che non generano cedole, come l'oro. Il 60% del mercato implica anche un 40% di esito diverso dal rialzo (100-60=40): è su questo complemento che si gioca la partita del CPI. La divergenza, quindi, non è soltanto tra 40% e 60%, ma tra una probabilità di rialzo prezzata dal mercato e una previsione qualitativa di pausa indicata dagli economisti Reuters.
I prossimi appuntamenti sono decisivi. L'indice dei prezzi alla produzione (PPI) è atteso per il 10 settembre, mentre l'indice dei prezzi al consumo (CPI) sarà pubblicato l'11 settembre. Un dato più elevato delle attese rafforzerebbe l'ipotesi di un rialzo dei tassi e manterrebbe la pressione sul metallo; dati più deboli aprirebbero spazio a una pausa.
Due fattori amplificano la posta in gioco. Il primo è il petrolio: il Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio, dopo che l'Iran ha dichiarato di aver attaccato 10 navi vicino allo Stretto di Hormuz, in risposta all'affondamento di cinque petroliere iraniane da parte degli Stati Uniti. Rhona O'Connell, responsabile dell'analisi di mercato presso StoneX, ha osservato che l'aumento dei prezzi del petrolio "sta contribuendo alla pressione inflazionistica" attraverso costi di trasporto e interruzioni delle catene di approvvigionamento, che spingono al rialzo i rendimenti obbligazionari. Il rendimento del Treasury decennale è salito al livello più alto da novembre 2023 prima di stabilizzarsi. Il secondo è la finanza pubblica: il debito totale degli Stati Uniti ha superato per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari il mese scorso. Daniel Hynes, senior commodities strategist di ANZ, ha scritto che l'oro è sostenuto "mentre le pressioni fiscali negli Stati Uniti continuano a minare la fiducia nel valore a lungo termine del debito pubblico e della valuta utilizzata per finanziarlo".
Argento, platino e palladio: quotazioni divergenti con l'orario
Anche gli altri metalli preziosi hanno mostrato ampie oscillazioni, con variazioni che cambiano molto in base al momento di rilevazione.
| Metallo | Rilevazione A | Rilevazione B | Rilevazione C |
|---|---|---|---|
| Argento | 68,05 USD/oz (+2,40) — VietNamNet | 67,91 USD/oz (+3,3%) — Tiền Phong | 67,52 USD/oz (+0,4%) — Reuters |
| Platino | 1.906,20 USD/oz (+5,1%) — Tiền Phong | 1.881,56 USD/oz (-0,8%) — Reuters | — |
| Palladio | 1.365,50 USD/oz (+1,2%) — Tiền Phong | 1.353,55 USD/oz (stabile) — Reuters | — |
Per capire quanto le rilevazioni siano distanti, si possono confrontare i valori estremi. Per l'argento, VietNamNet indica 68,05 dollari e Reuters 67,52: la differenza è di 0,53 dollari, pari a circa lo 0,78% del dato Reuters (0,53/67,52). Per il platino, Tiền Phong riporta 1.906,20 dollari e Reuters 1.881,56: il divario è di 24,64 dollari, cioè l'1,31% del dato Reuters (24,64/1.881,56). Per il palladio, 1.365,50 contro 1.353,55: 11,95 dollari, lo 0,88% del dato Reuters (11,95/1.353,55). Sono scarti superiori a quelli dell'oro spot nella stessa giornata, il che conferma che, quando il mercato è mosso, il momento della rilevazione pesa più sulla narrativa che sul livello assoluto. Il caso del platino è il più delicato: la fonte Tiền Phong lo dà a +5,1%, Reuters a -0,8%. Non è una contraddizione sul fatto, ma il risultato di due orari diversi; il dato di medio periodo del World Platinum Investment Council — eccesso di offerta quest'anno, il primo dal 2022, per indebolimento degli investimenti e della domanda di gioielli — resta lo sfondo che limita la lettura rialzista del +5,1%.
Dal picco di agosto il calo è del 6,6%
Il livello di 4.373 dollari della sera del 10 settembre è inferiore del 6,66% al picco di fine agosto 2026 di 4.685 dollari citato da Investing.com. La differenza è di 312 dollari l'oncia. Da inizio 2026, però, il prezzo resta in territorio positivo: +88 dollari, circa +2%. Mettendo insieme i due dati, si ottiene un rapporto utile: 312/88 = 3,55. La correzione da fine agosto è quindi pari a circa 3,5 volte il guadagno accumulato da inizio anno. In termini pratici, chi ha comprato vicino al picco di 4.685 dollari si trova davanti a un calo potenziale di 312 dollari, mentre chi ha comprato a inizio anno è ancora in profitto di 88 dollari. È la stessa materia prima, ma il punto di ingresso cambia completamente la lettura del rischio.
Rick Kanda, amministratore delegato di The Gold Bullion Company, ha ricordato che "il metallo ha guadagnato quasi il 10% in agosto, registrando il miglior rialzo mensile da gennaio". Kanda non esclude né un ritorno verso il picco di 4.685 dollari né un calo verso i 4.000 bassi, avvertendo di aspettarsi "considerevoli oscillazioni lungo il percorso".
Per chi segue la materia prima, la conseguenza pratica è che il quadro dipende da tre numeri ravvicinati: il CPI dell'11 settembre, la decisione Fed del 15-16 settembre e l'andamento del Dollar Index, che nella seduta del 10 settembre è rimasto vicino ai minimi da due settimane. Se il dato sull'inflazione confermerà il rafforzamento dei prezzi, l'ipotesi di un rialzo dei tassi — già prezzata al 60% dal mercato ma non dagli economisti — diventerà il principale freno per l'oro; in caso contrario, il dollaro debole resterà il sostegno principale.
Fonti
- Báo Tiền Phong
- Báo Sức khỏe và Đời sống
- Báo Công thương
- Reuters / MarketScreener Italia
- VietNamNet
- Báo Ninh Bình
- Investing.com
