Web Tax al via dal 2019: Come Funziona e Cosa Prevede la nuova Imposta

La commissione bilancio del senato ha approvato l’emendamento alla Legge di Stabilità del 2018, istituendo la tanto discussa “web taxitaliana, che tuttavia sarà ufficialmente operativa solo a partire dal 2019. Negli ultimi anni si sono spesso scontrate le istanze di governi europei vogliosi di rimpinguare i bilanci (spesso deficitari) tramite l’imposizione di nuovi gettiti e quelle delle imprese, specialmente le multinazionali anglosassoni, desiderose di eludere il più possibile le normative continentali in materia fiscale, in particolare per quanto riguarda il mondo di internet.

L’esempio eccezionale che tutte le amministrazioni, tra cui anche quella italiana, vorrebbero e dovrebbero seguire, è quello del gioco (scommesse, poker), dove legalizzazione, regolamentazione e tassazione si sono rivelati una miniera d’oro, in primis per lo Stato italiano. Nel caso della web tax permangono sull’efficacia della misura ancora una serie di perplessità, che andremo di seguito ad analizzare.

Come Funziona la Web Tax Italiana

La misura prevede una aliquota fissa del 6% sulle prestazioni di servizi con mezzi elettronici. Per sapere nel dettaglio cosa verrà tassato, bisognerà aspettare ancora: saranno infatti 3 decreti attuativi a stabilirlo:

  • Il Ministero dell’Economia traccerà i confini della base imponibile (da emanarsi entro il 30 aprile 2018)
  • Un decreto direttoriale dell’Agenzia delle Entrate fisserà le modalità di segnalazione al fisco delle operazioni interessate dalla tassa
  • Un successivo decreto direttoriale, sempre dell’agenzia delle Entrate, chiarirà le modalità di pagamento

Alle banche verrà affidato il ruolo di sostituti di imposta (la legge può prevedere in determinati casi che l’obbligo di versare la tassa spetti ad un soggetto diverso rispetto al soggetto passivo dell’imposta stessa) per i soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia: lo scopo è cercare di rendere più certa e immediata la riscossione.

Settori Esclusi

Il restringimento del campo dei soggetti obbligati a versare la nuova imposta è stato espressamente discusso subito prima dell’approvazione dell’emendamento. I settori beneficiari dell’esenzione sono:

  • Le Imprese Agricole
  • Le Piccole Imprese che aderiscono al regime forfettario ovvero dei minimi

Introiti Previsti e altre Considerazioni

Ultimamente in campagna elettorale è sempre più vivo il dibattito sull’eventualità (caldeggiata dalla destra) di introdurre una “flat tax” al posto della vigente tassazione IRPEF, che funziona per aliquote e scaglioni (oscillanti dal 23% al 43%). In Italia al momento sono già presenti due importanti flat tax: la tassazione sugli utili delle imprese, cioè l’IRES, al 27,5%, e l’IVA al 22% (con le dovute eccezioni per alcune categorie). Da qui, il dibattito su la natura, progressiva o orizzontale, che la nuova tassa avrebbe dovuto assumere, con le relative conseguenze per il gettito fiscale da essa derivante.

Web Tax

Web Tax

Alla fine il governo ha optato per una tassazione fissa al 6%, generando da una parte preoccupazione da parte delle imprese, dall’altra facendo storcere il naso ai “tecnici”. Coi dati a disposizione, che però va detto sono principalmente basati sugli introiti derivanti dalla pubblicità sul web stimati in circa 1,9 miliardi, il beneficio per l’erario sarebbe alquanto esiguo, se non misero: si stimano 228 milioni, di cui la metà destinati al credito di imposta dei quali beneficerebbero le imprese residenti in Italia. Un risultato insomma non certo lusinghiero.

Per non penalizzare le imprese residenti, è stato previsto un credito di imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione per le imposte sui redditi (IRES, IRPEF), IRAP, contributi INAIL.

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