Pignoramento Presso Terzi del Conto Corrente, Stipendio e Pensione: Cos’è e Quando si Applica

Il pignoramento presso terzi è un istituto giuridico che prevede la possibilità, da parte di un creditore, di pignorare i beni del suo debitore anche se questi non sono ancora entrati nelle sue disponibilità ed è disciplinato dall’articolo 543 del codice di procedura civile. Normalmente le somme che vengono aggredite sono gli accrediti continuativi come la pensione o gli stipendi emessi direttamente dal datore di lavoro o dall’istituto previdenziale.

L’iter prevede la notifica dell’atto di pignoramento sia al debitore che al soggetto terzo – ovvero al soggetto giuridico che effettua, a vario titolo, gli accrediti – imponendo la consegna del controvalore da accreditare, fino a compensazione del debito. Anche gli istituti di credito o le poste, una volta ricevuto l’avviso di pignoramento del loro cliente sono obbligate a corrispondere le somme che riusciranno a reperire, dal momento che quelle somme serviranno per rimborsare il credito precedente.

La procedura viene adottata come decisione del giudice nelle controversie che vengono discusse in tribunale mentre è disposta coattivamente nel caso in cui a vantare il credito sia la pubblica amministrazione. Particolarmente temute sono le azioni di pignoramento intraprese dall’Agenzia delle Entrate che prima del 2013 pignorava attraverso altre procedure – come ad esempio il fermo amministrativo sugli autoveicoli – e solo recentemente ha adottato il criterio del pignoramento su conto dell’interessato dalla morosità.

La procedura nel caso di controversie tra privati

La procedura di pignoramento presso terzi che si innesca da una causa tra privati, una volta attivata, viene comunicata sia al debitore diretto che al terzo pignorato. Una volta ricevuta la comunicazione è facoltà del soggetto terzo inoltrare comunicazione al creditore rispetto alla reale sussistenza degli accrediti nei confronti del debitore diretto – ovvero, se davvero dispone degli accrediti nei suoi confronti oppure deve allo stesso delle somme -.

Se il terzo pignorato non inoltra questa comunicazione è facoltà del giudice fissare una udienza di comparizione alla quale viene imposto al terzo pignorato di comparire personalmente e fornire spiegazioni sulla sua posizione. Laddove il soggetto terzo non si presentasse a questa udienza, la procedura adottata dal giudice prevede l’assegnazione delle somme pignorate alla risoluzione del debito, che in questo caso non si considera contestato in nessuna sede giudiziale.

Nel caso in cui il terzo pignorato non avesse ricevuto per tempo la comunicazione a comparire all’udienza fissata, è prevista come facoltà quella di presentare l’opposizione agli atti d’esecuzione, ma a quel punto suo sarà l’onere della prova di non aver ricevuto l’invito a comparire. L’avviso di pignoramento, nel caso in cui venga aggredito un conto corrente bancario, può essere presentato anche direttamente nelle mani del direttore della filiale di radicamento dei rapporti del debitore, che è legittimato a raccoglierlo.

Crediti impignorabili e limitatamente pignorabili

Ma non tutti i crediti sono aggredibili nel medesimo modo quando si tratta di pignoramento. Sono detti impignorabili – quindi non suscettibili di essere oggetto di azioni di pignoramento – i crediti alimentari e quelli che hanno come oggetto i sussidi di sostentamento ai poveri o di grazia per maternità, malattie o servizi funerari emessi da casse di assicurazione, dagli istituti di beneficenza riconosciuti o dagli enti di assistenza registrati sul territorio.

Pignoramento Presso Terzi

Pignoramento Presso Terzi

Sono detti limitatamente pignorabili quei crediti relativi al rapporto di lavoro o altre somme dovute da privati a titolo di stipendio o altre indennità connesse all’impiego (comprese quelle conseguenti al licenziamento) pignorabili su ingiunzione del tribunale illimitatamente. Queste somme sono aggredibili nella misura di un quinto del loro ammontare, se il debito maturato è dovuto allo Stato o agli altri enti della Pubblica Amministrazione, comprese le amministrazioni comunali.

Le soglie di impignorabilità per i pensionati

Il meccanismo che determina gli importi che possono essere oggetto di pignoramento presso terzi è leggermente più complesso e tiene conto di un fattore che viene determinato annualmente, ovvero la misura dell’assegno sociale, che non potrà essere pignorato per tutto il suo importo, aumentato della metà.

Nello specifico, per l’anno corrente l’assegno sociale – che non è altro che l’importo della pensione minima di anzianità – è fissato a 448 euro al mese per 13 mensilità. Ne consegue con un breve calcolo che l’importo minimo sotto il quale il pignoramento presso terzi non è eseguibile, è fissato a 672 euro netti.

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