Paesi Black List: Elenco e Lista Aggiornata dei Paesi in Black List

Il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate aggiorna costantemente la lista di quei Paesi nei cui confronti l’Amministrazione Finanziaria ha l’obbligo di monitorare tutte le operazioni intercorse tra le imprese italiane e le imprese fiscalmente domiciliate in Paesi a fiscalità privilegiata (cosiddetti paesi Black List). Lo scopo della formazione del suddetto elenco è quello di fornire precise indicazioni in merito alle restrizioni esistenti nelle relazioni commerciali con determinati Paesi allo scopo di evitare che imprenditori italiani costituiscano imprese in determinati Stati al solo scopo di eludere il pagamento delle tasse. Per dissuadere tale intento, il Governo italiano ha previsto delle sanzioni che vanno dal divieto di concludere rapporti commerciali alla impossibilità di dedurre dal proprio reddito i componenti negativi sostenuti in queste Nazioni.

Dopo l’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016, che ha innovato l’articolo 167, comma 4, Tuir, sono considerati privilegiati quei Paesi in cui:

  • la tassazione è nulla o estremamente bassa (precisamente si tratta di Paesi in cui “il livello nominale di tassazione” risulti inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia o in cui vigono regimi speciali che prevedono un regime l’imposizione agevolato);
  • non vi sia disponibilità allo scambio d’informazioni con altri Paesi.

Elenco dei Paesi Black List aggiornato al 2018

Con la circolare n. 39 del 26 settembre 2016 dell’Agenzia delle Entrate è stato stilato un elenco completo dei Paesi che rientrano nella Black List. Fino all’anno scorso, le imprese italiane che intrattenevano relazioni commerciali con i Paesi inclusi nella suddetta lista avevano l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le operazioni compiute verso i suddetti Paesi. Attualmente non esiste più il suddetto adempimento con il conseguente venir meno per il contribuente dell’obbligo dell’invio del relativo modello. I Paesi che ad oggi fanno parte della Black List,  sono i seguenti: “Bahamas, Barbuda, Brunei, Gibuti, Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Vergini statunitensi, Kiribati, Libano, Liberia, Macao, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark, Tonga, Tuvalu, Vanuatu”.

Casi particolari

Ci sono una serie di Paesi con i quali sono permesse solo delle operazioni limitate. In tale ambito rientrano le attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero svolte nel Bahrein e quelle società che producono almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato di Monaco. Vi sono poi altri Paesi con cui non sono ammesse precise attività e precisamente:
“Angola, Antigua, Costarica, Dominica, Ecuador, Giamaica, Kenia, Mauritius, Panama, Portorico, Svizzera e Uruguay”.

Paese Black List

Paese Black List

I Paesi usciti dall’elenco Black List

Ci sono poi quei Paesi che facevano parte della Black List e che, grazie alla conclusione di un accordo con l’Italia, sono stati rimossi dalla suddetta lista e con i quali oggi le imprese italiane possono liberamente stringere rapporti commerciali: “Andorra, Alderney, Anguilla ex Antille Olandesi, Aruba, Barbados, Belize, Bermuda, Isole Cayman, Costa Rica, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Gibilterra, Guernsey, Herm, Hong Kong, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Jersey, Liechtenstein, Lussemburgo, Malesia, Mauritius, Montserrat, Principato di Monaco, San Marino, Singapore e Svizzera”.

Black List Ue 2018

Gli elenchi nazionali con cui l’Italia e gli altri Pesi individuano costantemente i Paesi da collocare in black List saranno man mano sostituiti nel corso del 2018 da una Black List di rango europeo che supererà la frammentazione dei vari elenchi nazionali. La nuova lista dei Paesi classificabili come paradisi fiscali verrà redatta sulla base di criteri condivisi all’interno dell’Unione Europea e avrà il fine d’includere i Paesi che si rifiutano di cooperare con l’Unione Europea.

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