Mps, Parte il Rimborso agli Obbligazionisti con il decreto del Tesoro

Ha preso il via, con un ritardo di un giorno, l’operazione di rimborso degli ex obbligazionisti subordinati del Monte dei Paschi. Gli obbligazionisti avevano sottoscritto 2,1 miliardi di euro del titolo al 2018, che è stato convertito in azioni per favorire il salvataggio della banca.

Il decreto del Tesoro prevede di acquistare nuove azioni in cambio di un nuovo bond garantito, così da favorire il ristoro. L’operazione continuerà fino alle 16.30 del 20 novembre e riguarda 237,69 milioni di azioni, circa il 20,84% del capitale.

L’offerta per gli obbligazionisti

Il provvedimento del governo è stato ritardato, causando così lo slittamento dell’offerta del Tesoro sui titoli. Questo scambio, per chi aderisce, prevede il cambio di bond senior, emessi per un tetto massimo di 1,5 miliardi di euroL’offerta viene rivolta ai piccoli risparmiatori, che si sono trovati nella crisi dell’istituto senese; sono stati colpiti dal cosiddetto “burden sharing” che è un meccanismo sui salvataggi bancari delle nuove norme Ue. Comporta la condivisione delle perdite da parte degli obbligazionisti.

Non vengono coinvolti investitori professionali, né le controparti qualificate. Al fine di determinare quale sia il corrispettivo dell’offerta di scambio, la banca prende in considerazione il prezzo pagato per sottoscrivere il vecchio bond subordinato. E’ negato il rimborso per un valore nominale che risulta superiore a quel prezzo. E’ quindi necessario stabilire il prezzo pagato per vecchi titoli in base al costo medio ponderato del bond subordinato di ogni aderente al 31 dicembre 2015.

Rimborsato il valore delle “obbligazioni junior”

I risparmiatori, che sono circa 40 mila, restano in attesa, proprio loro che nel lontano 2008 si sono ritrovati i bond subordinati trasformati in azioni, così da accompagnare il salvataggio pubblico della banca, divenuta nel tempo un vero simbolo storico.

Rimborsi MPS

Rimborsi MPS

Questi azionisti “indiretti” quindi otterranno certificati di deposito, la cui scadenza è riconosciuta per il mese di maggio 2018, puntando su un titolo originario. Riavranno indietro il valore dedicato alle cosiddette obbligazioni junior. A ricomprare le azioni sarà proprio il Tesoro, attraverso il Monte, e pare che, qualora vi fosse un’adesione completa degli interessati, si potrebbe toccare la quota dell’Economia in Rocca Salimbeni del 70%. Vi è anche un’altra data importante per quanto riguarda la banca più antica del mondo: il rinnovo del Cda e dello statuto è previsto per il 19 dicembre. L’obiettivo è quello di evitare che i neo consiglieri si trovino ad approvare un bilancio interamente costruito nella precedente gestione.

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