Petro: cos’è e come funziona la nuova Criptovaluta del Venezuela lanciata da Maduro

Nel già variegato universo delle criptovalute, si appresta ad esordire il Petro, ovvero la moneta virtuale che Nicholas Maduro ha deciso di mettere in campo al fine di sfidare il dollaro e cercare di allentare la presa degli Stati Uniti sul suo Paese.

Sarà lanciato in 100 milioni di pezzi, sulla falsariga di quanto annunciato circa un mese fa e a fare da garanzia sui pagamenti sarà proprio il petrolio prodotto dal Venezuela ovvero i circa cinque miliardi di barili prodotti dai pozzi dell’Orinoco, insieme ai diamanti, all’oro e al gas che viene estratto dal sottosuolo del Paese. Un dato di fatto che segna una prima differenza di non poco conto con le consorelle.

Quali i motivi della mossa di Maduro?

Da alcuni addetti ai lavori, il Petro è stato definito una mossa disperata. Va però segnalato che in tal modo il Venezuela potrebbe iniziare lo sganciamento da una moneta, il bolivar, che non gode di eccessiva salute. A minare la sua solidità, dando alimento ad un continuo deprezzamento del suo valore sono non solo il blocco economico promosso dagli Stati Uniti, ma anche le manovre della vicina Colombia e un cambio quasi irrisorio alla frontiera tra i due Paesi.

Al contempo, va sottolineato come l’opposizione abbia già affermato dal canto suo che in caso di vittoria alle prossime elezioni, e di formazione di un suo governo, rinnegherebbe la criptovaluta. Una ipotesi che comunque sembra abbastanza remota alla luce delle affermazioni ottenute dal fronte chavista di cui è espressione Maduro.

Una criptovaluta o semplicemente un titolo di stato legato alle risorse?

Se il processo di produzione del Petro dovrebbe essere lo stesso delle altre criptovalute, ovvero la formazione di blocchi da parte dei cosiddetti miners, a lasciare dubbi negli analisti è proprio il fatto che in questo caso il processo sarebbe centralizzato, ovvero portato avanti a livello statale. Maduro ha infatti messo all’opera una task force formata da una cinquantina di specialisti non solo del campo monetario, tecnologico, economico e finanziario, ma anche mediatico e legale. Proprio per questo motivo, il Petro è stato definito una sorta di titolo di stato garantito dalle risorse del Paese. Inoltre secondo molti di loro, il suo successo sarebbe messo in forse non solo dal preventivo disconoscimento dell’opposizione, che peraltro è molto divisa e litigiosa, ma anche dal fatto che il suo accoglimento potrebbe essere inferiore alle attese di Maduro.

Petro
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Resta da vedere il ruolo di Russia e Cina

Dall’altro lato, occorre però ricordare come il presidente abbia stretto negli ultimi mesi rapporti sempre più stretti con Paesi come la Russia e la Cina, che potrebbero essere sfruttati proprio per permettere al Petro di trovare sostenitori in grado di permettergli una navigazione meno difficoltosa in un momento in cui la quotazione delle criptovalute ha una estrema volatilità. Se infatti le previsioni per il 2018 tendono a vaticinare una loro impetuosa crescita, a minare questo convincimento potrebbe essere proprio l’eccessivo tasso di rischio comportato da un investimento di questo genere.

In definitiva il Petro potrebbe contare per la sua affermazione proprio sulla garanzia data dal petrolio e dalle altre risorse del Venezuela, a differenza delle altre monete virtuali le quali possono contare solo ed esclusivamente sul gradimento dei mercati.

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