TFR in Busta Paga: Come Richiederlo e Calcolarlo

I contratti a tempo determinato o indeterminato sono strutturati secondo dei parametri ben precisi. Dopo la prima pagina, nel quale sono stabiliti i giorni di lavoro, le ore che devono essere eseguite e le competenze del lavoratore dipendente, scorrendo le singole normative riguardanti le detrazioni fiscali obbligatorie, si arriva al quadro che viene denominato TFR. Con questo termine si indica il trattamento di fine rapporto lavorativo. Anche se si sta sottoscrivendo un nuovo contratto, la disciplina giuridica, riguardante l’eventualità in cui tale attività lavorativa posso sospendersi e terminare, sia nel caso di un evento collegato all’azienda, quindi licenziamento, sia in situazioni estreme come possono essere la morte del dipendente. il TFR, quindi è il trattamento di fine rapporto, o più comunemente definita liquidazione, spettante a un dipendente pubblico o privato che ha lavorato almeno per un anno per un azienda, con un posto continuativo.

Storia del TFR, Origine ed evoluzione

Il TFR, nasce durante l’epoca Fascista, con la legge del 21 Aprile del 1927. Veniva istituita la Carta del Lavoro nella quale si specificava che nelle imprese in cui viene effettuato un lavoro continuo, il lavoratore in caso di cessazione del rapporto avrà diritto a un indennità proporzionata agli anni di servizio. Si arriva al 1982 con la legge n, 297 che riprendendo la normativa Mussoliniana, disciplinava il moderno TFR, istituendo l’Indennità di fine rapporto o più comunemente definito anche liquidazione. A sua garanzia veniva anche istituito un fondo di Garanzia nazionale al quale possono rivolgersi i singoli lavoratori in caso in cui un impresa sia in stato di insolvenza o fallimento. Ogni lavoratore che ha svolto un lavoro continuato per un azienda almeno per il periodo di un anno, avrà diritto alla liquidazione che sarà erogata dall’azienda per cui lavora alla fine del rapporto di lavoro, quindi in caso di licenziamento, scadenza del contratto, o eventi di forza maggiore che impediscono la continuazione del rapporto lavorativo.

Come si Calcola

E’ importante comprendere come avviene il calcolo del TFR e quindi quanto deve essere versato da un azienda al momento della conclusione del rapporto di lavoro. L’articolo 2120 del codice civile italiano, stabilisce che il calcolo del TFR viene effettuato sommando per ogni anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione annua dovuta, divisa per il 13,5%. Per i lavoratori dipendenti pubblici l’accantonamento del TFR corrisponde invece a una quota per anno pari al 6,9%. Ogni anno, il 31 dicembre il TFR viene incrementato con l’aggiunta dell’1,5% in base all’indice dei prezzi a consumo per le famiglie di operai ed impiagati, in base ai valori Istat in base al mese di dicembre del mese precedente.

Inoltre durante la propria attività lavorativa, è possibile richiedere l’anticipo del TFR per necessità del lavoratore. La disciplina è regolata dall’articolo 2120 comma sei e seguenti. Tale richiesta può essere effettuata solo dai dipendenti che lavorano da otto anni per un azienda con lavoro continuato e non deve superare il 70% del valore che riceverebbe in caso in cui si decidesse la chiusura del rapporto di lavoro. Inoltre l’anticipazione deve essere giustificata: a fine di acquisto di prima casa, o per effettuare terapie o interventi straordinari, o in caso di far fronte a spese parentali.

Trattamento Fine Rapporto

Trattamento Fine Rapporto

Richiedere il TFR e il fondo di garanzia

Nel momento in cui termina il rapporto di lavoro, e viene effettuato il licenziamento del dipendete, il lavoratore avrà diritto a ricevere il trattamento di fine rapporto immediatamente. Nel caso in cui il lavoratore abbia chiesto un anticipazione del TFR, verrà automaticamente sottratta la somma già erogata da quella dovuta. Spesso, il TFR, in accordo con il dipendete, viene regolato in base a un piano di fine rapporto lavorativo concordato al momento della sottoscrizione del contratto o in fase successive. Il dipendente in ogni caso avrà diritto al trattamento di fine rapporto, anche se l’azienda viene messa in liquidazione o è insolvente.

In questi casi, compreso il fallimento di un impresa, interviene il fondo di garanzia del TFR, attraverso il quale, viene erogato ciò che spetta al dipendente, anche nel caso in cui l’azineda non possa intervenire personalmente. Per compensare questi episodi, è stato istituito il fondo per il TFR.

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