Reddito di inclusione: cos’è e come funziona il nuovo sostegno familiare

Ad Agosto 2017 il governo ha dato il via libera per il Reddito d’inclusione (Rei), considerato a tutti gli effetti come un mezzo utile per contrastare la povertà nel nostro Paese. E’ stato così superato il secondo esame al Consiglio dei Ministri per far decollare questa iniziativa che chiama in causa le famiglie più povere e con maggiori difficoltà. A partire dal 1 gennaio 2018 il reddito d’inclusione andrà a sostituire il Sostegno all’inclusione attiva (Sia), oltre all’Asdi, ovvero l’Assegno di disoccupazione. Vediamo nello specifico quali sono le sue caratteristiche e soprattutto a chi si rivolge!

Reddito d’inclusione: 2 miliardi da destinare ai più poveri

La misura approvata consiste in un aiuto mensile per famiglie fino a un tempo massimo di 18 mesi. Si parla di un importo variabile che va da 190 € fino a un massimo di 485 €. Una volta trascorso il tempo previsto per ricevere l’assegno, bisognerà attendere almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poter nuovamente fare richiesta per ottenere il Rei.

Nella prima fase si potrà contare su 2 miliardi da assegnare a quei nuclei che sono composti da figli minorenni o anche disabili, donne che sono incinte e persone ultra 50enni che sono disoccupate. Il Governo proverà con il tempo ad allargare progressivamente il suo piano di aiuto, in modo da raggiungere un vasto numero di persone che sono ridotte in condizioni di povertà assoluta.

Si inizia da 660 mila famiglie

Da gennaio 2018 le prime a ricevere il reddito d’inclusione saranno 660 mila famiglie. Almeno 580 mila di questo hanno figli minori e sono state considerate le più in difficoltà. E nel futuro più prossimo i numeri sono destinati ad aumentare. Dopo i 18 mesi di assegno ricevuto (sia per il minimo di 187,5 euro che per chi otterrà il massimo di 485,4 euro), qualora venisse di nuovo accettata la richiesta, dopo 6 mesi, il nuovo ReI avrà una durata di 12 mesi.

E’ stato spiegato che per ogni nucleo familiare, il beneficio non potrà essere mai superiore all’assegno sociale, quindi un valore annuo di 5.824 €. Ciò significa che, se i membri del nucleo ricevono ulteriori trattamenti assistenziali, si opera sul valore mensile del Reddito d’inclusione. Verrà quindi ridotto per la  cifra corrispondente a eventuali altri aiuti.

Possono accedere al Rei i cittadini italiani, i cittadini comunitari, ma anche i familiari di cittadini italiani o comunitari che non hanno la regolare cittadinanza in uno Stato membro. Troviamo anche i titolari di diritto di soggiorno e soggiorno permanente, oltre ai cittadini stranieri che hanno il permesso di soggiorno Ce con valenza nel lungo periodo. Si aprono le porte anche ai titolari di protezione internazionale (come per esempio i richiedenti di asilo politico) che sono residenti in Italia da un minimo di due anni.

Reddito di inclusione

Reddito di inclusione

Quando fare la domanda e quali sono i requisiti

I nuclei familiari che vogliono fare richiesta devono avere un Isee, ovvero l’indicatore complessivo del reddito e del patrimonio famigliare, con un valore non superiore a 6 mila €, oltre a un reddito equivalente che non superi 3 mila €. Il patrimonio immobiliare non deve superare i 20 mila € e il valore del patrimonio mobiliare deve fermarsi entro 10 mila €.

Vuoi presentare la domanda? Per il reddito d’inclusione bisognerà presentare la regolare richiesta dal primo dicembre 2017, rivolgendosi direttamente al tuo Comune. Quest’ultimo prima accoglierà la richiesta e poi andrà a verificare i requisiti delle famiglie, che dovranno essere ritenuti idonei per passare poi nelle mani dell’Inps. Generalmente il passaggio avviene nel giro di 10 giorni se vi sono le possibilità di ottenimento dei Rei. A quel punto L’istituto, in circa 5 giorni, controllerà se potrà essere riconosciuto il beneficio.

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