Quanto costa aprire la partita iva?

L’apertura della Partita IVA viene resa necessaria da esigenze imprenditoriali o a seconda del tipo di professione svolta, è un elemento richiesto dall’azienda come alternativa al lavoro dipendente, se operi come consulente o freelance. La partita Iva non è altro che un codice di 11 cifre (le prime 7 ricollegano la partita Iva al rispettivo contribuente, gli altri 3 rappresentano il codice identificativo dell’Agenzia delle Entrate e l’ultima è una cifra inserita a scopo di controllo) preceduto da una sigla che identifica lo Stato di appartenenza del lavoratore autonomo o della ditta a cui è associato. Verrà assegnato anche un codice Ateco ossia la combinazione alfanumerica che identifica la tipologia di attività svolta; questo codice rileva specie in materia di sicurezza sul lavoro, in quanto individua il tipo di rischio inerente all’attività economica dalla quale dipende l’adozione di misure di sicurezza nei locali e le misure di prevenzione e protezione dei lavoratori.

Le procedure di apertura della partita Iva

Il primo passo da compiere è quello di recarsi all’Agenzia delle Entrate effettuando la compilazione dell’apposito modello AA9/12 se si tratta di persone fisiche o il modello AA7/10 per soggetti diversi dalle persone fisiche. Tali modelli rappresentano la dichiarazione di inizio attività e devono essere riconsegnati entro 30 giorni dall’avvio della stessa, muniti di un documento d’identità valido. La consegna può avvenire anche in via telematica servendosi dell’apposito software scaricabile online, recandosi presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o attraverso spedizione di raccomandata con ricevuta di ritorno. In seguito potrà essere effettuata l’apertura della posizione previdenziale presso l’INPS che farà scattare il pagamento dei primi contributi INAIL. L’apertura della partita Iva è gratuita infatti, ma presenta dei costi di gestione e si può scegliere a quale tipo di regime essere sottoposti: forfettario od ordinario.

I costi del regime “forfettario”

In questo regime esistono dei limiti da rispettare: non maturare ricavi superiori alle normative stabilite dall’ultima legge di bilancio; le spese devono rientrare nel limite di 5000 euro lordi per i collaboratori; non superare la soglia massima di 20000 euro lordi per i costi di ammortamento dei beni strumentali. I costi del regime “forfettario” prevedono l’aliquota sostitutiva IRPEF e IVA al 5% per i primi 5 anni e al 15% dal sesto anno in poi.

Costo Apertura Partita IVA

Costo Apertura Partita IVA

I costi del regime “ordinario”

La partita IVA secondo il regime “ordinario” prevede la gestione dei costi per la Camera di Commercio (costo che può variare dai 12 euro ai 120 euro a seconda della tipologia di società e attività mentre la pratica per l’iscrizione ha un costo di 36 euro); costi IRPEF (viene calcolato sul reddito attraverso il metodo a scaglioni con una sottrazione tra ricavi, costi e contributi INPS), INPS (obbligatori per tutti i titolari di partita Iva), INAIL (versati da chi esercita attività a rischio di infortuni e malattie), IRAP; e infine i costi derivanti dall’IVA. Quanto alle cifre della tassazione per il 2017, è prevista un IRPEF al 23% progressiva in base al reddito; i contributi INPS che variano da un minimo di 22,65% ad un massimo del 27,72%; addizionali comunali e regionali pari al 2%.

Novità 2017

La nuova normativa introdotta dal decreto 193/2016 ha stabilito la nuova forma di liquidazione IVA periodica, la comunicazione IVA trimestrale e lo spesometro analitico trimestrale; tutti questi elementi hanno comportato l’aumento dei costi per la detenzione della partita IVA con un incremento di mediamente 500 euro rispetto all’anno precedente.

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