Convertendo: Come Funzionano i Bond Covertibili

I Bond Convertendo sono delle tipologie di prestiti obbligazionari. Questo significa che ci sono delle cifre che chi eroga il Bond può chiedere, e che verranno poi restituite all’azionista sotto forma di dividendi. L’acquirente prende in carico una parte del debito di un’azienda, e diventa per questo creditore. I Bond Convertendo sono a conversione obbligatoria, cioè devono necessariamente diventare delle azioni, al contrario dei Bond convertibili. Questi ultimi, infatti, si possono convertire volendo, ma possono anche rimanere sotto forma di Bond. I Convertendo, invece, sono obbligatoriamente da convertire.

Questo prestito obbligazionario rimborsabile con emissione di nuove azioni può essere contratto da una persona fisica o giuridica, che esercita un diritto di riscossione su un altro soggetto. Il soggetto che è in debito, invece, può essere solo una persona giuridica, cioè un’azienda.

Come funzionano i Bond Convertendo

I bond funzionano con il risarcimento del prestito sotto forma di azioni. Le azioni sono sottoposte all’andamento del mercato, quindi possono acquistare o perdere di valore in base al periodo. I Bond, quindi anche quelli Convertendo, hanno diverse caratteristiche che li differenziano da altri tipi di obbligazioni. Innanzitutto, ogni Bond ha un valore nominale, cioè un costo che il creditore paga per avere quel tipo di Bond, e che verrà comunque restituito alla scadenza. A questa cifra si aggiungono ovviamente gli interessi che il Bond ha maturato nel tempo. Nel caso di Bond Convertendo, gli interessi che l’azione derivata dal Bond ha eventualmente guadagnato. Gli interessi periodici prendono il nome di cedola, e vengono corrisposti ogni mese, ogni tre, sei o dodici mesi (a seconda dell’accordo) al creditore. I Bond sono poi dotati di scadenza, ossia la data entro la quale il creditore deve restituirli all’emittente. I Bond Convertendo vengono restituiti sotto forma di azioni della società.

Bond Convertibile

Bond Convertibile

Bond Convertendo e aziende italiane: il caso FCA, Telecom Italia e BPM

Alcune aziende italiane hanno iniziato, nel corso del tempo, ad usare i Bond Convertendo per incassare il denaro dei propri creditori. Questi si sarebbero trasformati in azioni con scadenza biennale o triennale, rendendo di fatto i risparmiatori dei veri e propri azionisti della società. Una delle prime aziende a fare questa scelta è stata FCA nel 2014. Allora la Fiat Chrysler si mosse su diverse pressioni del mercato, che voleva assolutamente l’emissione di questo tipo di Bond. Per la prima volta nel 2014 FCA emise un Bond alla pari, cioè un Bond il cui prezzo di emissione corrispondeva a quello di valore. La conversione in azioni al 7,875% aveva scadenza biennale, quindi nel 2016. Alla scadenza, nel dicembre 2016, il Bond sarebbe stato automaticamente convertito in azioni. A quel punto l’azionista diventava indipendente dal legame creditizio e poteva decidere se vendere o comprare altre azioni, come nel mercato normale.

All’incirca a ottobre 2016 si è mossa anche Telecom Italia in direzione della conversione dei Bond Convertendo. L’azienda di telefonia fissa e mobile più celebre in Italia aveva emesso questo tipo di Bond già nel 2013, quindi prima di Fiat Chrysler. La scadenza, nel loro caso, era però triennale. Il prezzo di conversione dell’esperimento Telecom Italia è risultato positivo. Nel corso del tempo fino ad oggi, le azioni Telecom Italia derivate dai Bond Convertendo hanno avuto alti e bassi, dovuti anche alla forte concorrenza di altre compagnie.

La BPM si può dire che sia stata l’azienda a riscontrare più problemi nella conversione dei Bond Convertendo. Ne aveva emessi molti per il quadriennio 2009-2013, contando poi di tramutarli in azioni sul finire del 2013 con tasso del 6,75%. Un’inchiesta giudiziaria nella seconda parte del 2012, tuttavia, ha travolto i vertici BPM. L’inchiesta faceva luce su una perdita, da parte dei cittadini che avevano investito, di circa il 70% del valore di ogni Bond Convertendo. Anche se non sono state riscontrate responsabilità penali nel corso del tempo, questa inchiesta ha dato una forte battuta d’arresto a BPM anche per gli anni a venire.

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