Agenzie di Rating, Valutazione delle Banche e Rating Bancario delle Aziende

Spesso anche il telegiornale parla di alcuni aspetti finanziari difficilmente comprensibili a tutti, se non in maniera superficiale o erronea; buone sono le probabilità che anche il ‘rating’ bancario faccia parte della lista, anche perchè il suo valore è di difficile comprensione per chi non ha studiato economia o ne sia particolarmente informato. Il rating bancario o valutazione di una banca viene definito da quelle che sono chiamate ‘agenzie di rating‘, enti preposti a verificare e giudicare l’andamento economico dei principali gruppi bancari presenti sul pianeta, al fine di definire la situazione economica globale, la tendenza e le eventuali soluzioni da intraprendere per scongiurare il default.

Le principali agenzie di rating sono Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, tutte statunitensi (Fitch è parzialmente britannica e francese). La presenza di tali istituti consente a tutti gli investitori, anche piccoli e riconducibili a semplici risparmiatori spesso coinvolti dalle banche a non lasciare troppa liquidità ‘ferma’ sul conto corrente, di valutare la reale bontà di un investimento, in relazione a quelle che dovrebbero essere previsioni abbastanza attendibili. Si tratta quindi di una reale opportunità per tutti di far parte del mondo dell’alta finanza, almeno parzialmente ed in relazione ai propri interessi, ricordandosi sempre che si tratta di previsioni e non di certezze assolute.

La valutazione di una Banca

Viene definito da alcuni parametri, che sono:

  • il patrimonio;
  • l’andamento del settore d’investimento;
  • il programma per l’immediato futuro;
  • l’analisi dei dati contenuti nella centrale dei rischi;
  • la situazione della liquidità;
  • il management.

Premesso ciò, le agenzie di rating formulano le loro pagelle in base a studi e valutazioni specifiche basate sugli aspetti elencati. Vediamo esempio prendendo in esame lo schema di valutazione adottato da Standard & Poor’s:

  • AAA; AA; A; sono tre valutazioni, tutte positive in merito all’investimento che si intende affrontare se identificato da esse; soltanto la ‘A’ indica la possibilità di fallimento nel caso di condizioni di mercato particolarmente sfortunate;
  • BBB; indica una situazione buona, intaccabile solo in situazioni sfortunate;
  • BB; indica una situazione buona ma maggiormente vulnerabile alle avverse condizioni del mercato;
  • B; indica una buona situazione ma facilmente vulnerabile;
  • CCC; contrariamente alla situazione ‘B’, indica una situazione difficile e difficilmente recuperabile;
  • CC; situazione critica ad alto rischio per gli investitori;
  • C; situazione al limite della bancarotta;
  • D; situazione di default e di evidente perdita del denaro investito

Le altre agenzie usano lo stesso metro, ma purtroppo indicano i parametri spesso in modo soggettivo e differente, creando un poco di confusione specie sui profani; in ogni caso, devi sapere che la situazione viene definita in egual modo e ricalca lo schema descritto utilizzato da Standard & Poor’s, che è comunque una delle agenzie più attendibili e blasonate del mondo.

Il Rating Bancario delle Imprese

Il metro di valutazione usato dalle agenzie di rating nei confronti degli istituti bancari, viene utilizzato dalle banche per definire il rating delle imprese che investono tramite l’istituto bancario, seguendo gli stessi parametri ed utilizzando gli stessi giudizi. Se sei un titolare d’impresa quindi, dovrai necessariamente investire per crescere, e di riflesso la tua azienda verrà giudicata dalla banca in merito alla capacità di restituire le somme prestate e di pagare i debiti contratti.

La bontà di ogni investimento è definita infatti, dalla capacità di ricavare il denaro speso in precedenza ricavandone un utile attivo. Questo discorso vale per l’istituto bancario nei mercati internazionali, come vale per la tua azienda nei confronti della banca. Per migliorare il rating, bisogna quindi attenersi ad alcune regole economiche, di per se ovvie ma tutt’altro che semplici da perseguire:

  1. i conti correnti devono risultare in continuo movimento, dimostrando che l’azienda sta comunque producendo fatturato in ragione delle spese effettuate, ed è quindi potenzialmete solvibile;
  2. usare i fidi bancari per investimenti mirati ed eventualmente rivalutarli se non coprono il debito sufficientemente;
  3. evitare gli sconfinamenti dai fidi concessi;
  4. soddisfare sempre ogni pagamento relativo alle rate di prestiti, leasing e mutui;
  5. cercare di risolvere repentinamente i casi di insoluto per evitare ritorsioni a cascata, procedendo se necessario anche con azioni legali.

Si tratta di aspetti semplici da comprendere e difficili da attuare; necessitano di esperienza nei settori, di manovre finanziarie corrette, di coraggio e fortuna. L’economia è soprattutto questo; ti ricordo infatti che ogni investimento a basso rischio comporta anche un basso rendimento.

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