Aspettativa non Retribuita: Quando e Come Richiederla, Casistiche e Funzionamento

ll mondo del lavoro ha attraversato diversi processi di mutamento, in questi ultimi decenni, sono state colte tutte le opportunità possibili per tutelare sempre più i dipendenti del settore pubblico e privato. In Italia il diritto al lavoro e la tutela dei lavoratori stessi, ha raggiunto dei livelli all’avanguardia, al di sopra di ogni aspettativa, diversamente da altri Paesi industrializzati, al nostro livello. Questo aspetto sociale, può rappresentare una barriera per alcuni investitori, esterni al nostro territorio nazionale, ma sicuramente ti proteggono il lavoratore italiano, devi essere consapevole che sei più tutelato rispetto ad un tuo pari in un altro Paese.

Non stiamo parlando delle situazioni lavorative, del livello degli stipendi, del livello pensionistico, ci stiamo concentrando sulle tutele previste, per agevolare la popolazione dei lavoratori dipendenti.

Aspettativa non Retribuita

Un argomento che ha suscitato molto clamore negli ultimi mesi, è l’Aspettativa non retribuita. Un diritto che risale a tanti anni fa e che, in un recente passato, l’ultimo governo Renzi ha ritoccato, allargando i parametri, rendendo ancora più accessibile ed elastica questa opportunità, questo tuo diritto.

I termini dell’aspettativa non retribuita

E’ un periodo di astensione dal lavoro, non retribuito, che ti puoi prendere in qualsiasi momento della tua vita, giustificato dall’insorgere di alcuni eventi straordinari. In parole povere, ti puoi stare a casa da lavorare, per un periodo concordato con il tuo datore di lavoro, senza stipendio e senza perdere alcun diritto.

I casi più comuni solitamente sono:

  • gravi motivi familiari
  • formazione
  • dottorato
  • politica
  • ricongiungimento familiare

Le motivazioni nel dettaglio

Per ogni tipo di motivazione esistono vari modi e tempistica per accedere a questa opportunità, ti consigliamo di rivolgerti ad un CAF o al tuo sindacato per conoscere bene i tuoi diritti ed i parametri di riferimento, per il motivo per il quale chiedi l’aspettativa. Entrando maggiormente nel dettaglio, puoi chiedere l’astensione dal lavoro in questi termini:

  1. massimo 2 anni per tutta la durata della vita lavorativa, nel caso di gravi motivi familiari (malattia ed assistenza). Da non confondere con i diritti propri della legge 104, che tutela i portatori di handicap (non andiamo a trattare in questo momento, ma che risulta un altro bellissimo esempio di vittoria sociale, nel mondo dei lavoratori dipendenti);
  2. massimo 11 mesi, per tutta la durata della vita lavorativa, per gli impegni collegati alla tua formazione professionale: formazione che vuoi farti al di fuori del tuo ambito lavorativo e quindi completamente a tuo carico;
  3. per tutto il corso di dottorato, ma con specifiche delimitazioni da vedere per ogni singolo caso;
    nel caso di cariche pubbliche e motivi politici, ci si può astenere dal lavoro, in base a tabelle ben definite e situazioni particolari, ben descritte dalla normativa;
  4. per tossicodipendenza, per un periodo massimo di tre anni e comunque coincidente con il periodo di cure;
  5. per motivi personali: cioè senza un particolare motivo puoi pattuire con il tuo datore di lavoro, un periodo massimo di 12 mesi di astensione dal lavoro, anche frazionato, per motivi definiti “personali”.

Ci sono poi altre particolari situazioni, che agevolano ulteriormente la sola categoria dei lavori pubblici, che hanno la possibilità di chiedere ulteriori periodi di aspettativa non retribuita, nel caso di avviamento di attività autonoma o ricongiungimento al proprio familiare che vive e lavora all’estero.

Aspettativa non Retribuita

Aspettativa non Retribuita

Aspettativa non retribuita per maternità

Trattiamo ora invece il caso più diffuso di astensione non retribuita, quella collegata alla maternità. E’ sempre un periodo di astensione dal lavoro, concordato con il tuo datore, che puoi richiedere fino al dodicesimo anno di età di tuo figlio. Anche per questo caso ci sono tantissimi conteggi da fare, e pertanto ti consiglio di rivolgerti ad un patronato per avere idea dei tuoi diritti.

I vantaggi

Veniamo infine ad esaminare quali sono i vantaggi di questo diritto. Come ti abbiamo detto in precedenza, puoi ottenere facilmente l’astensione dal tuo posto di lavoro, senza perdere alcun diritto. A prescindere dalla lunghezza del periodo di astensione, è un tuo diritto, al tuo rientro, riprendere il tuo lavoro, nello stesso luogo ed alle stesse condizioni, precedentemente in essere.

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